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Posted 1 year ago

Il salone delle cariatidi

 da "Signore e Signori, buonanotte, di Mario Monicelli (1976)

Posted 1 year ago

Un po’ di buon senso al volante… anche quando non siete voi a guidare.

Resto meravigliato ogni volta che qualcuno, salendo in auto sul sedile posteriore, alla richiesta “metti la cintura di sicurezza” risponde con un saggio quanto laconico “ma che è obbligatoria? ma dai non sapevo servisse anche di dietro…” 

E allora caro passeggero, tralasciando il fatto che in caso di incidente chi guida è comunque responsabile, arriviamo in zona “buon senso” cercando di mettere a fuoco che se TU dietro non metti le cinture e c’è un “piccolo urto”, i tuoi 60, 80, 100 chili potrebbero trovarsi contro il sedile del passeggero che ti sta davanti, e quindi anche il MIO! Non so e non voglio sapere cosa potrebbe accadere… perché detto sinceramente, che a te non vada di mettere la cintura a me interessa poco, mentre mi interessa se vieni a spiaccicarti contro di me piuttosto che passare allegramente dal parabrezza…

ora, se tu vuoi passare dal parabrezza sei libero ma, io sinceramente lo trovo di cattivo gusto dai, per queste cose se vuoi fare scena sali sul tettino a fare surf…

…ma la parte veramente interessante della questione, perché lo sappiamo che a parole è tutto molto bello, è vedere cosa significa “piccolo urto” e qui ci viene in aiuto il sito dell’ EuroNCAP, organismo europeo indipendente che si occupa di crash test e offre una vaga idea di quanto sia sicura la tua macchinina di latta (andate a cercare la vostra che ci sono quasi tutte), quella macchinina di latta dentro cui passi molte ore al giorno in mezzo al traffico. Ecco, solo per curiosità, il test di urto frontale avviene contro un ostacolo alla mirabolante velocità di ben 64 km/h!!! Che tradotto per quelli dotati di buonsenso di cui sopra:è lo scontro tra due automobiline che viaggiano in senso opposto sulla stessa strada alla folle velocità di ben 32 km/h!!! 32+32 = 64…ehm ok, il limite di velocità in città è 50 km/h… 50+50 = 100… certo si spera che con riflessi pronti, freni buoni e gomme apposto da quegli esagerati 50 km/h si riesca a scendere in tempo a 32 km/h… ma a conti fatti non voglio nemmeno pensare cosa potrebbe accadere.

Quindi, saggio passeggero che mi diletti con le tue perplessità sul’uso delle cinture dei sedili posteriori… mettiti le cinture e non rompere i coglioni!

“Il buon senso è la cosa meglio distribuita al mondo. Ciascuno infatti pensa di esserne così ben provvisto che anche coloro che di tutte le altre cose non si contentano mai, di questa sono soliti non volerne più di quanto ne hanno.”

Posted 1 year ago
Posted 1 year ago

La Discarica si prende qualche giorno di pausa per le ferie estive… se la cercate risponde la segreteria… buone vacanze, love, followers e reblog a tutti!

Posted 1 year ago

"Una squadra italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di 8 uomini. Entrambe le squadre si allenarono intensamente per mesi e mesi, durante i quali ciascuna squadra si preparò al meglio della forma ed al massimo dei propri limiti, tecnici ed umani.

Venne il giorno della gara ed i giapponesi vinsero con un vantaggio di un chilometro.

Dopo la sconfitta, il morale della squadra italiana era a terra. Dai vertici fu fatto sapere che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e venne disposto di organizzare un gruppo di lavoro per affrontare e risolvere la questione. Lunghi e complessi studi applicati alla situazione della squadra italiana, comparati a quelli portati avanti sul team giapponese, fecero emergere l’ipotesi che, con ragionevoli probabilità, i giapponesi avevano vinto grazie al fatto che disponevano di sette uomini ai remi ed uno solo al timone, mentre la squadra italiana aveva sette timonieri e solo un rematore.

In questa situazione di crisi i vertici dettero qui una chiara, sintomatica prova di capacità gestionale: venne immediatamente affidato ad una Società di Consulenze l’incarico di identificare i possibili miglioramenti da apportare alla struttura della squadra italiana al fine di renderla vincente. Dopo settimane di duro lavoro, senza un solo week-end di riposo, un pool di esperti giunse alla conclusione che nella squadra italiana c’era, evidentemente, una suddivisione delle responsabilità troppo sbilanciata.

Seguendo le indicazioni contenute nel rapporto elaborato dalla Società di Consulenze, fu quindi deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra, ottimizzando l’impiego delle risorse umane. Ora ci sarebbe stata una ripartizione di compiti più equilibrata, grazie alle nuove nomine di quattro Timonieri, due Supervisori di Rotta e un Comandante Capo, introducendo anche una serie di iniziative finalizzate al miglioramento produttivo dell’uomo ai remi, riconoscendo e valorizzando al meglio la sua professionalità, nominandolo Primo Rematore.

L’anno seguente, i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre 3 chilometri. Il team italiano licenziò immediatamente il Primo Rematore a causa dell’inefficienza dimostrata in gara e, contemporaneamente, elargì un indennità-premio ai quattro Timonieri, ai due Supervisori di Rotta e al Comandante Capo, a titolo di ricompensa per il grande impegno comunque profuso durante il loro mandato.

La Società di Consulenze preparò una nuova analisi, grazie alla quale venne dimostrato che, indiscutibilmente, dai vertici erano state fatte le scelte migliori possibili ma che le tecnologie impiegate, non essendosi dimostrate all’altezza della professionalità dei responsabili della squadra, dovevano essere assolutamente migliorate, se si voleva essere competitivi.

Attualmente, la squadra italiana sta progettando una nuova canoa.”

Posted 2 years ago
E tu prendimi, portami con te
come un incendio nelle tue abitudini
Mariangela Gualtieri, Senza polvere Senza peso, Einaudi 2006
Posted 2 years ago
Posted 2 years ago

883 - Chiuditi nel Cesso

Posted 2 years ago

Opa Cupa, Stelle Salenti, Hotel Albania

Posted 2 years ago

(by Steamboataerials) also the video

(Source: superfuji)

Posted 2 years ago

meglio un giorno da paperi by valentinaina on Flickr.

"quello che un pensiero può portarti a fare:
farti entrare in un negozio, notare una papera burattino, prenderla, avvicinarti all’unico angolo di muro senza scaffali, accendere una digital harinezumi in prestito, indossarla e fingere di essere lei.
guardare, ascoltare, capire, dire si, volare, abbracciare, mandare un bacio e dire ciao.
premere stop, togliere la marionetta, riporla con cura tra le altre e uscire disinvolta sotto gli occhi attoniti della commessa tedesca.

costava solo 3€, potevo anche comprarla.
potevo…”