Posts tagged fun

Posted 1 month ago
Johnny Kelly & Matthew Cooper, I’m not an artist (for design agency ‘Soon In Toyko’)

Johnny Kelly & Matthew Cooper, I’m not an artist (for design agency ‘Soon In Toyko’)

(Source: booooooom.com)

Posted 1 month ago
Nel mulino che vorrei, tu saresti sotto la macina.
Posted 1 month ago
Posted 2 months ago

Nini Baseema, Domo Arigato, Mrs Roboto ;-)

Posted 3 months ago

the bounce-back baby (by Loca Luna / Anna Gay)

Posted 6 months ago

arriva l’aeroplanino…

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Posted 8 months ago
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(Source: torpedotits)

Posted 8 months ago
Posted 8 months ago

(E morì con un felafel in mano)

  1. Sam: Ci sono un sacco di parole per definire una donna che non vuole fare sesso: frigida, inerte, insensibile, fredda. Ma riesci a pensare anche a una sola parola per definire un uomo che non vuole fare sesso?
  2. Danny: Morto?
Posted 10 months ago

La Discarica si prende qualche giorno di pausa per le ferie estive… se la cercate risponde la segreteria… buone vacanze, love, followers e reblog a tutti!

Posted 10 months ago

“Una squadra italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di 8 uomini. Entrambe le squadre si allenarono intensamente per mesi e mesi, durante i quali ciascuna squadra si preparò al meglio della forma ed al massimo dei propri limiti, tecnici ed umani.

Venne il giorno della gara ed i giapponesi vinsero con un vantaggio di un chilometro.

Dopo la sconfitta, il morale della squadra italiana era a terra. Dai vertici fu fatto sapere che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e venne disposto di organizzare un gruppo di lavoro per affrontare e risolvere la questione. Lunghi e complessi studi applicati alla situazione della squadra italiana, comparati a quelli portati avanti sul team giapponese, fecero emergere l’ipotesi che, con ragionevoli probabilità, i giapponesi avevano vinto grazie al fatto che disponevano di sette uomini ai remi ed uno solo al timone, mentre la squadra italiana aveva sette timonieri e solo un rematore.

In questa situazione di crisi i vertici dettero qui una chiara, sintomatica prova di capacità gestionale: venne immediatamente affidato ad una Società di Consulenze l’incarico di identificare i possibili miglioramenti da apportare alla struttura della squadra italiana al fine di renderla vincente. Dopo settimane di duro lavoro, senza un solo week-end di riposo, un pool di esperti giunse alla conclusione che nella squadra italiana c’era, evidentemente, una suddivisione delle responsabilità troppo sbilanciata.

Seguendo le indicazioni contenute nel rapporto elaborato dalla Società di Consulenze, fu quindi deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra, ottimizzando l’impiego delle risorse umane. Ora ci sarebbe stata una ripartizione di compiti più equilibrata, grazie alle nuove nomine di quattro Timonieri, due Supervisori di Rotta e un Comandante Capo, introducendo anche una serie di iniziative finalizzate al miglioramento produttivo dell’uomo ai remi, riconoscendo e valorizzando al meglio la sua professionalità, nominandolo Primo Rematore.

L’anno seguente, i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre 3 chilometri. Il team italiano licenziò immediatamente il Primo Rematore a causa dell’inefficienza dimostrata in gara e, contemporaneamente, elargì un indennità-premio ai quattro Timonieri, ai due Supervisori di Rotta e al Comandante Capo, a titolo di ricompensa per il grande impegno comunque profuso durante il loro mandato.

La Società di Consulenze preparò una nuova analisi, grazie alla quale venne dimostrato che, indiscutibilmente, dai vertici erano state fatte le scelte migliori possibili ma che le tecnologie impiegate, non essendosi dimostrate all’altezza della professionalità dei responsabili della squadra, dovevano essere assolutamente migliorate, se si voleva essere competitivi.

Attualmente, la squadra italiana sta progettando una nuova canoa.”